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Franchigia, scoperto e massimale: le tre parole che decidono il tuo indennizzo

ControlRE · · Lettura 4 min

Franchigia, scoperto e massimale sono le tre voci di polizza che più incidono sull'importo che incasserete dopo un sinistro. In sintesi: la franchigia è un importo fisso che resta a carico dell'assicurato; lo scoperto è una percentuale del danno che resta a suo carico, quasi sempre con un minimo; il massimale — o somma assicurata, o limite di indennizzo — è il tetto oltre il quale la compagnia non paga.

Le definizioni sono semplici, ma in liquidazione queste voci si combinano tra loro e con le altre clausole del contratto, e nel nostro lavoro di periti vediamo spesso assicurati sorpresi dal risultato finale. Vediamo come funzionano davvero, con esempi numerici, e dove leggerle nella propria polizza prima che serva.

La franchigia: un importo fisso a carico dell'assicurato

La franchigia è la parte di danno, espressa in cifra fissa, che il contratto lascia a carico dell'assicurato. Esempio: danno da acqua condotta liquidabile per 2.000 euro, franchigia di 500 euro, indennizzo di 1.500 euro. Se il danno è di 400 euro, cioè inferiore alla franchigia, non viene liquidato nulla.

La sua funzione è duplice: esclude i sinistri di piccolo importo, i cui costi di gestione sarebbero sproporzionati, e riduce il premio. Più alta è la franchigia accettata, più basso è, in genere, il costo della copertura.

Lo scoperto: una percentuale del danno, spesso con un minimo

Lo scoperto è espresso in percentuale del danno liquidabile, quindi cresce al crescere del danno, e quasi sempre è accompagnato da un minimo in cifra fissa. Due esempi con uno scoperto del 10% e minimo di 500 euro:

  • Danno di 10.000 €: il 10% è 1.000 €, superiore al minimo, quindi l'indennizzo è 9.000 €.
  • Danno di 3.000 €: il 10% sarebbe 300 €, ma opera il minimo di 500 €, quindi l'indennizzo è 2.500 €.

La differenza pratica rispetto alla franchigia: a parità di condizioni, lo scoperto pesa di più sui danni grandi, la franchigia pesa proporzionalmente di più su quelli piccoli. Per questo lo scoperto è tipico delle garanzie più esposte, come furto o fenomeno elettrico.

Massimale e somma assicurata: il tetto dell'indennizzo

Il massimale — nelle polizze danni ai beni si parla più spesso di somma assicurata o di limite di indennizzo per singola garanzia — è l'importo massimo che la compagnia pagherà, per sinistro o per anno assicurativo a seconda di quanto prevede il contratto. Se il danno accertato è di 60.000 euro ma il limite della garanzia è 50.000, l'indennizzo si ferma a 50.000, al netto di franchigie e scoperti.

Conta anche la forma di assicurazione: nella forma a valore intero la somma assicurata deve corrispondere al valore reale dei beni, altrimenti scatta la regola proporzionale per sottoassicurazione (art. 1907 c.c.); nella forma a primo rischio assoluto si assicura un importo scelto liberamente, che funziona da semplice tetto senza conseguenze proporzionali.

Un esempio combinato, come in una vera liquidazione

Incendio in un laboratorio artigiano: il perito accerta un danno al contenuto di 40.000 euro. La garanzia prevede scoperto del 10% con minimo di 1.000 euro e limite di indennizzo di 35.000 euro.

  • Danno accertato: 40.000 €.
  • Scoperto 10%: detrazione di 4.000 €, importo liquidabile 36.000 €.
  • Limite di indennizzo: l'importo viene ricondotto al tetto di 35.000 €.

Indennizzo finale: 35.000 euro su 40.000 di danno. L'ordine con cui si applicano detrazioni e limiti è stabilito dal testo di polizza e può cambiare il risultato: è uno dei punti che il perito verifica con attenzione sulle condizioni contrattuali.

Dove si leggono in polizza e come li applica il perito

Franchigie, scoperti e limiti si trovano nella scheda di polizza (il frontespizio con i dati del contratto) e nelle condizioni di assicurazione, spesso riepilogati in una tabella per singola garanzia; le definizioni contrattuali chiariscono su quale base si calcolano. In sede di sinistro il perito prima accerta e quantifica il danno, poi applica le detrazioni e i limiti previsti: l'atto di concordato riporta sia il danno accertato sia le voci detratte, così la liquidazione è trasparente e verificabile. Come centro peritale, in ControlRE acquisiamo la documentazione anche interamente da remoto, con la raccolta fotografica guidata via link e la videoperizia, riducendo i tempi tra denuncia e liquidazione. Il quadro completo dei nostri servizi è online, e per casi specifici potete scriverci direttamente.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra franchigia e scoperto?

La franchigia è un importo fisso, noto in anticipo, che viene detratto dal danno liquidabile; lo scoperto è una percentuale del danno, quindi il suo importo varia con l'entità del sinistro ed è spesso accompagnato da un minimo in cifra fissa.

Franchigia e scoperto possono essere applicati insieme?

Sì, alcune garanzie prevedono entrambi, oppure uno scoperto con minimo che di fatto funziona come franchigia sui danni piccoli. Fa fede il testo di polizza, che stabilisce anche l'ordine di applicazione delle detrazioni.

Il massimale si intende per sinistro o per anno?

Dipende dal contratto: i limiti possono essere per singolo sinistro, per anno assicurativo o entrambi. Va verificato nella scheda di polizza e nelle condizioni della singola garanzia, dove il limite è normalmente specificato.

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ControlRE segue la perizia da remoto: raccolta fotografica guidata via link e videoperizia su appuntamento, con relazione consegnata nei tempi concordati.

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